domenica 18 maggio 2014

Notizie dal mondo moderno V: la modernità che funziona











Qui in Italia tutto bene. Avanzano i diritti in-civili e retrocede l’oscurantismo reazionario. Su tutta la penisola spira un inarrestabile vento di libertà totalitaria. Quindi è perfettamente conveniente la



CACCIA ALL’OMOFOBO


scatenata ormai al livello globale. Fioriscono girotondi e manifestazioni per la criminalizzazione del dissenso. Ogni giorno è la giornata della “lotta all’omofobia”, nel quadro della settimana, del mese, dell’anno, dell’era della caccia all’omofobo. Le “Sentinelle in piedi” vanno messe a sedere, l’Arcigay ha gentilmente offerto delle sedie per motivi umanitari. Rifiutate però dalle Sentinelle per il fondato sospetto che fossero collegate ad un impianto elettrico. Intanto la Nintendo è stata costretta a chiedere scusa per l’assenza di matrimoni gay in un gioco. E gli studenti della Luiss hanno cercato di impedire un incontro con Costanza Miriano dopo averla invitata. Secondo i luissini la scrittrice si sarebbe censurata da sola per aver rifiutato un cambio di programma dell’ultimo minuto. Cambio reso obbligatorio da una sua scandalosa affermazione: Una proposizione negazionista? Un incitamento al terrorismo internazionale? Niente affatto (anche perché i terroristi sono sempre ospiti graditi nelle università nostrane): «i bambini hanno bisogno di una madre femmina e di un padre maschio». Gli ingenui luissini, sbigottiti da questa dura presa di posizione, hanno appreso del disagio di una associazione studentesca lgtb. Tradotto vuol dire che è arrivato l’ordine di far saltare l’incontro, oppure di stravolgerlo nel solito dibattito ad insulto libero. È il ritorno di quella che è stata ufficialmente diagnosticata come la “sindrome di Re Artù” o “della tavola rotonda”. L’oscuro male che si manifesta quando deve parlare qualcuno di politicamente sgradito che deve quindi essere controbilanciato. Mentre se Luxuria deve indottrinare una scuola, la forma del comizio è imprescindibile.



GIORNALINO SCOLASTICO



Anche nella scuola tutto bene, procede l’offensiva di genitali di plastica e lezioni di ideologia. Come nel liceo romano Giulio Cesare in cui è stato fatto leggere un romanzo-manifesto dell’ideologia gay, con tanto di scena pornografica. Alla fine l’autorità competente è intervenuta a rassicurarci con le illuminanti dichiarazioni del ministro Giannini che in un’intervista su Rep. ha preso le parti dei docenti. Il loro comportamento sarebbe stato esemplare, come potrebbe essere inadatto per dei ragazzi un libro pubblicato da Einaudi? È questa la molto circostanziata difesa, e non potrebbe essere diversamente visto che il ministro ammette candidamente di non aver letto il libro. E questo è senza dubbio strano. Ora che un ministro della Repubblica parli di qualcosa che non conosce, è perfettamente normale (specie per un ministro dell’Istruzione). Quello che suona strano è che abbia potuto ignorare l’esistenza del libro-manifesto. Infatti per il resto il ministro recita in maniera inappuntabile la poesiola della guerra santa all’omofobia in cui tutto è lecito. Però, nonostante la sua alta carica, non conosce il libro. L’Arcigay dovrebbe prendere provvedimenti, perché non sostituirla con l’angusta autrice del manifesto? Una persona che definisce “solo un accenno” di rapporto omosessuale una pagina che abbonda di dettagli tecnici da racconto erotico di quarta categoria, dimostra un rifiuto della realtà sufficiente per il ruolo. A difesa del ministro, però, si può dire che ha anche ricordato agli omofobi reazionari che nella letteratura classica esiste l’omosessualità. Confondendo ad arte quest’ultima con l’ideologia gay, come se Platone fosse un noto sostenitore dell’omogenitorialità e avesse scritto un’opera intitolata La Repubblica arcobaleno. Comunque, se non siete d’accordo che questa roba venga propinata ai vostri figli e vorreste almeno esserne informati, sappiate che non c’è problema.



A MALI ESTREMI…



Il noto psicologo Paolo Lovera ha pronta la soluzione: farvi togliere i figli, perché vi state dimostrando genitori “non degni di educare e soggetti socialmente pericolosi”. Niente figli, niente problemi educativi. E il problema è risolto alla radice.  

Anche nel resto del mondo il sole della civiltà si leva sempre più in alto, Rep. ci informa che il mercato degli ovuli non conosce crisi e va alla grandissima. Con la lieta scoperta che



LE DONNE DONANO OVULI PER ALTRUISMO (MA SI FANNO PAGARE)



Questa l’ossimorica conclusione dell’articolo “Ti regalo i miei ovuli”, dove si fa passare l’idea che le dichiarazioni di intenti prevalgano sul passaggio di denaro, impedendo di parlare di commercializzazione del corpo umano (quale in effetti è). Secondo uno studio infatti solo una piccola percentuale delle intervistate ammetterebbe di farlo per soldi, mentre le altre – pur ricevendo il compenso – affermano di farlo per beneficenza riproduttiva. Quindi se un trafficante di organi dicesse di non farlo per soldi ma per salvare vite, quelli di Rep. scriverebbero che è ingiusto definire “trafficante” un tale filantropo. Questo quando le ragazze americane, per fare un esempio, sono inondate di annunci del tipo “donaci i tuoi ovuli e potrai pagarti gli studi!”. Parafrasando Caparezza, in pratica ti dicono di non vendere gli ovuli ma di donarli previo pagamento. Dove quest’ultimo avviene non nella forma di un compenso (assolutamente vietato) ma di un “risarcimento”, un po’ come i rimborsi spese dei parlamentari.

Concludiamo con la politica. Gli spot di Tsipras ci informano che



L’ELETTORATO DI SINISTRA E’ INACCONTENTABILE E ANCHE UN PO’ GUARDONE



Un simpatico spot infatti presenta una discussione tra elettori di sinistra di aree diverse, i quali si dimostrano per la maggior parte scettici verso l’italo-greco tentativo di riunificazione sinistrosa. E ognuno ha le sue buone ragioni. Per accontentare tutti ci vorrebbe in lista almeno una coppia di partigiani gay curdi comunisti-leninisti. E quindi l’unità della sinistra non si fa. Niente di nuovo sotto il sole, se non che la portavoce nazionale della lista ha pensato bene di attirare voti con una foto in bikini in posa ammiccante. Forse nella speranza di far così soprassedere sulla difficile candidatura di una coppia gay di vetusti partigiani.

Tutto tace invece



DAL MONDO DELLA RETE



In mancanza del sessantesimo colpo di stato dell’anno da denunciare, ordito dal complotto giudeo-vatico-massonico, i girini (non li chiamate grillini, si offendono) aspettano fiduciosi le elezioni tenendo quasi in standby la macchina dell’epurazione. Quindi sopportano silenziosamente la dissidenza di Pizzarotti che si gode gli ultimi giorni e si prende anche la libertà di appoggiare Renzi sulla riforma della pubblica amministrazione. Anche l’ultimo tentativo di pacificazione è saltato dopo la scoperta che non sarebbe stato ammesso sul palco di un comizio di Grillo a Reggio Emilia. Questo nonostante fonti interne del Movimento – riportate da Il Fatto – rivelassero che gli era stato gentilmente concesso di assistere allo spettacolo “come spettatore”.





Saluti