sabato 8 febbraio 2014

Rissa in Parlamento per la ghigliottina: ricostruiamo le versioni dei fatti






Visto dal popolo della rete


Cittadini italiani! Nei giorni scorsi abbiamo assistito al tredicesimo colpo di stato di quest’anno! Le forze nazi-fasci-reazionarie cercano di presentare i deputati a 5 Stelle come i soliti facinorosi. Ecco come sono andate veramente le cose. Il presidente della Camera Boldrini aveva appena annunciato la ghigliottina, i deputati grillini erano così indotti nell’equivoco che il presidente avesse intenzione di suicidarsi in estremo ossequio alle pressanti richieste popolari di dimissioni (alle quali Grillo aveva solo dato voce). I deputati si gettavano quindi verso di lei nel disperato tentativo di porre freno al suo zelo eccessivo, gridando che aveva prima diritto ad un processo popolare in rete. Immediatamente le forze della reazione approfittavano dell’equivoco per presentare quella grillina non come un’azione di soccorso ma come un’aggressione alle istituzioni repubblicane. Prendendo alla sprovvista i deputati popolari e lasciandoli senza fiato di fronte a tanta ferocia, si scatenava la violenza fascista contro i paladini del diritto. Si metteva particolarmente in evidenza il deputato Stefano Dambruoso (Scelta civica) che tempestava di colpi la minuta Loredana Lupo. Gancio destro e sinistro sul volto ma contro ogni aspettativa la grillina non voleva saperne di cadere a tappeto. “Io rappresento il popolo – diceva a testa alta – e senza un tweet non sono autorizzata a cadere”. Ancora più infuriato da una simile prova di forza, il montiano riprendeva con ancora più vigore il pestaggio e questa volta concentrava i suoi pugni plutocratici al busto. Alla fine lanciava addirittura un calcio rotante ma la grillina, piena di forza di volontà popolare, assorbiva il colpo e ritrovava l’equilibrio. Intanto gli altri grillini rinunciavano ad ogni forma di difesa sposando una piena tattica di non violenza, non un grido o un insulto! Come pecore in mezzo ai lupi, venivano fatti oggetto di ogni genere di abusi. Alcuni reazionari, con gesto inqualificabile, ne approfittavano per spiegare loro alcuni passi della Costituzione. Altri li costringevano – cosa terribile a dirsi – perfino a leggerla! Infine, l’immancabile agente vatico-finanziario e deputato UDC ne approfittava  per praticare esorcismi ed edificanti letture di passi biblici. A causa delle barbare e medievali pratiche i malcapitati rotolavano per terra schiumando dalla bocca.

Finalmente la furia clerico-reazionaria si placava lasciando morti e feriti. La deputata Lupo, uscita dall’aula sulle sue gambe, chiedeva sul blog il permesso di cadere. Ottenutolo, si schiantava al suolo esanime. È tuttora ricoverata in gravi condizioni, la sua vita è appesa ad un filo come quella della nostra democrazia!



Visto dalle larghe intese



Ancora una volta il Movimento 5 Stelle ha mostrato la sua natura eversiva e anti-democratica tentando di bloccare importanti lavori parlamentari. Sventato l’insano progetto grazie alla ghigliottina, i grillini mettevano in atto una congiura da tempo ordita. Davano quindi in massa l’assalto al governo senza incontrare alcuna resistenza che potesse gettare benzina sul fuoco. Imprudentemente il deputato Dambruoso cercava di far ragionare la deputata grillina Lupo rivolgendole garbati inviti. “Si fermi la prego – diceva in buona fede – non è così che si agisce in democrazia”. Al che l’esaltata grillina, scambiando l’invito per una provocazione, saltava sul deputato di Scelta civica mordendo ripetutamente l’orecchio e la giugulare.  Costretto dalla necessità, il montiano provava allora a sferrare dei pugni senza per questo riuscire a svincolarsi. Intanto gli altri grillini avevano ormai circondato la Boldrini e la minacciavano con inequivocabili gesti di decapitazione. Fu allora che lo spirito partigiano si ridestò nei calorosi petti dei deputati democratici. Ben presto renziani e bersaniani davano vita ad un nuovo CLN e si industriavano nella creazione di proiettili di carta imbevuti di saliva. Le munizioni arrivarono presto ai franchi tiratori che cominciavano quindi a fare strage di grillini tramite cannucce di plastica. I deputati di Alfano, intanto, facevano la loro parte fungendo da fanteria contro gli assalitori grillini indirizzati da Casaleggio contro la nuova forza di liberazione repubblicana. Ben presto i grillini venivano così messi in rotta mentre solo il deputato Lupo continuava la battaglia azzannando con inaudita ferocia il Dambruoso. Il fuoco repubblicano si concentrò così tutto su di lei costringendola ad abbondare la preda e darsi alla fuga. Il deputato Dambruoso, stramazzato al suolo, veniva trovato morto. Questo sarà ricordato per sempre come il giorno in cui il Parlamento respinse con rinnovata gloria partigiana l’assalto dell’invasore.