mercoledì 8 gennaio 2014

Gregorio Magno e il titolo di "vescovo universale"




In un noto sito evangelico, pieno di articoli molto documentati che spesso portano la firma di importanti pastori, si legge quanto segue:

Il primo presunto successore di Pietro che prese questo titolo o comunque la carica di pastore di tutte le chiese fu Leone I detto Magno (440-461), il quale sosteneva con forza che Gesù avrebbe concesso a Pietro il primato della dignità apostolica, che passò poi al vescovo di Roma al quale compete la cura di tutte le chiese. […] Così facendo, il papa dimenticava ciò che il suo predecessore aveva dichiarato a tale proposito (papa Gregorio Magno aveva dichiarato che il vescovo che si arrogava il titolo di "vescovo universale" era precursore dell'anticristo e che nessuno deve prendere questo nome di bestemmia), e non rifiutò di farsi chiamare "vescovo”.

E' difficile oggigiorno trovare tanta erudizione concentrata in così poche righe. Peccato che san Gregorio Magno sia vissuto nel VI secolo (540-604) mentre san Leone Magno appartiene al V (m. 461). Quindi è Leone ad essere un predecessore di Gregorio, e non viceversa. Accusare Leone di non aver tenuto conto di quello che un papa avrebbe detto un secolo dopo è cattiveria del tutto gratuita.

Passando oltre questa curiosa svista, passiamo alla citazione attribuita a Gregorio che esiste davvero ma, come al solito, è decontestualizzata e fraintesa. Gli autori dell’articolo vorrebbero infatti far credere che Gregorio sia stato una sorta di nemico del primato del vescovo di Roma: ovviamente gli storici invece lo conoscono come uno dei suoi più grandi sostenitori. Siccome mi piace vincere facile, leggiamo questo estratto della Treccani:

Fermissimo nella difesa dell'ortodossia e della dignità della Chiesa romana, si batté per eliminare lo scisma dei Tre capitoli in Istria e per contestare al patriarca di Costantinopoli il titolo di ecumenico, cioè universale, facendo osservare che tale designazione spettava se mai al solo vescovo di Roma; del resto contrappose a questo titolo quello umile di servus servorum Dei, dopo di lui ripetuto da tutti i suoi successori. 


Avete per caso notato qualche differenza? La Treccani incredibile ma vero non ha notizie di un Gregorio Magno che possa essere strumentalizzato in senso anticattolico. In modo da poter affermare – tanto per cambiare – che ogni papa è l’Anticristo. Facendolo dire, e questo deve averli riempiti di soddisfazione, addirittura ad un papa stesso. 

Come mai allora quella affermazione di san Gregorio? Essa va inserita nel contesto della disputa col patriarca di Costantinopoli che si era insignito del titolo di “vescovo universale”, un titolo che Gregorio rifiutava nettamente anche per se stesso. Ma come mai un tale rifiuto? Dalle sue argomentazioni si deduce che per “universale” intendeva "unico": cioè chi usava quel titolo era come se stesse dicendo che lui era l’unico vescovo della Chiesa e tutti gli altri solo dei delegati. Per questo, ad un vescovo che lo definì "universale" rispose che non era giusto: perché anche lui era vescovo a tutti gli effetti (cfr l'Epistolario, Libro VIII, Lettera XXX). 

D’altro canto, come ricordato dalla Treccani, Gregorio dice anche che se “universale” era inteso invece in senso gerarchico, allora il titolo spettava al vescovo di Roma. Si tratta di una convinzione testimoniata dalla stessa pastorale di Gregorio Magno che era convinto di essere il vescovo – in quanto successore di Pietro – a cui spettasse la cura di tutta la Chiesa. Per quanto, come oggi, nel rispetto delle prerogative di ogni vescovo nei confronti della sua diocesi. 

Un ulteriore esempio dell'attendibilità storica dei siti pentecostali e del loro sereno e spassionato (pre)giudizio.


Papa Gregorio Magno