mercoledì 16 ottobre 2013

Papa e Francesco e l'odio del Mondo



Alcuni sembrano essere preoccupati dall’ammirazione per Papa Francesco da parte del mondo laico. Altri – spesso per motivazioni non propriamente nobili – gliene fanno esplicitamente una colpa accusandolo di collusione. Infatti la Chiesa e il Mondo (inteso come concetto teologico) non possono andare d’accordo, ma ci sono dei distinguo da fare.

In primis, non è vero che tutto il mondo lo ama. Il Papa non è certo apprezzato nei movimenti settari e specie in quelli pentecostali (che si avviano ad essere maggioranza nel contesto protestante). Essi infatti si sentono minacciati dalla santità di quest’uomo che con la sua sobrietà non offre facili agganci polemici: per questo la convinzione che Papa Francesco sia l’Anticristo sembra essere molto più diffusa di quanto non lo fosse per i suoi pur odiatissimi predecessori (non c’è mai limite al peggio). Inoltre, il Papa non è certo ben visto nel mondo islamico anche se questo non è tanto un suo merito personale. A causa infatti dell’indottrinamento anti-occidentale che investe larga parte della popolazione islamica, la Chiesa è molto spesso avvertita come un’entità nemica “filo-americana” e il suo pontefice non può certo risultare simpatico. Si tratta quindi di un’avversione d’ufficio, ma pur sempre di avversione. Nè si può ignorare la reazione sempre più rabbiosa della subcultura anticlericale, la cui fogna mostra sempre più spesso sintomi di idrofobia verso Papa Francesco.

In secundis, la Scrittura e le vite dei santi mostrano diverse sfumature dell’odio del mondo. Infatti Cristo non è stato perennemente avversato, almeno di facciata. Basti pensare all’episodio in cui la folla cerca di farne un re (Giovanni 6,15) o a quello dell’ingresso trionfale in Gerusalemme (chissà come si sarebbero scandalizzati in quel frangente gli autorevoli tradizionalisti). Il tutto però concluso con la morte di croce.

Altri esempi si possono ricavare dalla vita di Giovanni Paolo II. Il regime comunista non avversò quel vescovo polacco che non si immischiava di politica e aveva a cuore solo la carità. Fino all’illusione di poterne fare una specie di “vescovo rosso”. Non potevano capire che quel messaggio veramente apolitico era però così estremo che, come conseguenza secondaria, li avrebbe spazzati via. Sempre Giovanni Paolo II, a causa del suo ormai manifesto anticomunismo, venne molto mal visto nei primi anni di pontificato. Mentre negli ultimi praticamente tutti, anche i giornali laici, parlavano bene di lui o comunque ne riconoscevano il grande valore. 

In conclusione, il rapporto tra la Chiesa e il Mondo è molto più complesso. Anche perché è fatto di fraintendimenti da parte di chi non ha un’ottica cristiana e di manipolazioni più o meno consapevoli da nemici interni della Chiesa: basti pensare alle critiche strumentali al Papa per le sue frasi sui gay o sulla coscienza, per quanto prese quasi parola per parola dal Catechismo (cosa che indica molto bene il vero obiettivo dei novelli inquisitori). Come per Giovanni Paolo II è indubbio che, almeno in parte, la buona accoglienza nei confronti di Papa Francesco sia legata all’illusione di poterlo trasformare in un innocuo poverello, un “papa di sinistra”. Così come i Giudei volevano fare di Gesù un rivoluzionario alla Barabba. È così che dall’Osanna si passa facilmente al Crucifige!, cosa che si ripete – in maniera diversa – nella vita di ogni cristiano.