lunedì 27 maggio 2013

Risposta a Davide Tancredi per la sua lettera a Repubblica


Caro Davide,

sono molto impressionato dalla tua lettera. Hai scritto a Repubblica, quindi penso che ti aspettassi perlopiù risposte conformiste di incoraggiamento. Vedo che ne hai avuta qualcuna, anche il Presidente della Camera ti ha risposto e vuole perfino incontrarti. Spero che ti siano di conforto. Ma forse, da una lettera così forte ti aspettavi anche qualche reazione diversa. Dico forse, non lo so. Io ci provo, tanto probabilmente non ti arriverà mai.

Dici di non poter vivere senza una legge sull’omofobia e senza matrimonio gay, senza i quali non esisti. Possibile che tu abbia puntato tutta la tua esistenza su questo? Eppure la propaganda ricorda sempre gli illustri personaggi omosessuali che hanno lasciato un segno nella storia. Pensa ad Oscar Wilde, visse in un mondo dove l’omosessualità era veramente un reato che poteva costare caro. E gli costò caro, ma ha vissuto lo stesso facendo ciò che amava. E che dire di Pasolini? Uno dei più grandi registi italiani, fu espulso dal Partito Comunista per la sua diversità, ma rimase ciò che era. Non c’erano leggi speciali e neanche si parlava di matrimoni gay, eppure esisteva: non era un fantasma, un fu Mattia Pascal.

Ti hanno assicurato che approveranno la legge contro l’omofobia. Considerando certi vecchi progetti di legge, probabilmente un troglodita ottuso come me – che osa risponderti in maniera così sfacciata – finirebbe in galera. Oppure verrebbe multato fino a convincersi a stare zitto. Davvero questo ti darebbe la felicità? O ti farebbe sentire più sicuro? Più sicuro da cosa? Sei un cittadino italiano: hai a disposizione i mezzi per difenderti da ogni minaccia, gli stessi di tutti gli altri. Davvero vuoi far diventare i gay una sorta di specie protetta? Che tu ci creda o no, io non sono omofobo. Per il semplice motivo che non odio niente e nessuno. Ma quando vedo questi spot contro l’omofobia, vengo assalito da un moto di antipatia. Niente di personale, ogni anno nel mondo – e in Europa – molti cristiani sono massacrati e discriminati. Se vedessi però spot pro-cristiani come quelli, proverei antipatia per me stesso.

Ad ogni modo, non ti sembra eccessivo che io debba essere etichettato come omofobo, ed in quanto tale incorrere in sanzioni legali, solo perché non mi vergogno di essere in disaccordo con l’Arcigay e consimili? Davvero ti serve una legge che obblighi tutti a pensarla come te? Ad approvare quello che fai? Io, per esempio, faccio cose che ormai la maggior parte degli italiani si avvia a disprezzare: vado a messa. Tutti gli altri, o quasi, no. Molti non lo condividono: pensano che sia una cosa da idioti, o da deboli. Spero che tra qualche anno andrai all’università, vedrai che lì i veri diversi sono quelli come me (se ce ne sono). Ma tutto questo non è un problema, anzi. E non vedo, comunque, come una legge potrebbe cambiare le cose. La cosa fondamentale è accettare se stessi, non che gli altri ti accettino. Nè ho bisogno che uno stato riconosca la mia fede, i miei sentimenti. Mi è del tutto indifferente. Sei sicuro che questo voler disperatamente l’approvazione degli altri, non derivi dal fatto che magari sei tu che non accetti te stesso?

Quindi a te – se ci pensi – una legge simile servirebbe a poco, allora a chi sarebbe utile? Io ho dieci anni più di te, penso di essere cresciuto nel tuo stesso universo culturale. Sono sempre stato cattolico, eppure senza che me ne rendessi conto mi sono trovato quasi convinto che l’orientamento sessuale sia immodificabile; che è una cosa mostruosa anche solo pensare di cambiare. Eccezion fatta, s’intende, per i Cecchi Paone che per una vita amano le donne e poi cambiano del tutto. Sembra che, stranamente, il passaggio da una sponda all’altra debba essere unidirezionale. Conosci il dottor Ricci? Cercalo su You tube, troverai la disputa in cui Franco Grillini viene smentito: nel manuale dell’Organizzazione mondiale della sanità, è davvero riportato il disturbo dell’omosessualità non desiderata. E se non è desiderata, l’orientamento sessuale può essere cambiato (o almeno ci si può provare). Lo sapevi? Io no, e se ci fosse una legge contro l’omofobia non lo avrei mai scoperto. All’inizio la cosa mi ha ripugnato, stentavo a crederci: ho dovuto controllare con i miei occhi. Consultando un libro per specialisti a cui altrimenti non mi sarei mai avvicinato (per la cronaca, si tratta del disturbo F66.1). Se ci fosse quella legge, il dottor Ricci non potrebbe andare in tv, sarebbe infatti un criminale per il fatto che accoglie persone affette da un disturbo medicalmente riconosciuto (non l’omosessualità in sé, ma il disagio che questa tendenza può comportare in una persona). Grillini lo ha insultato, Cecchi Paone lo ha insultato e minacciato di querele. Solo perché ha voluto far sapere a te e a me la verità. Quindi quella è una legge contro la verità, che giova solo ai nemici della verità. È una legge ad personam, per loro, per poter zittire chiunque a priori. Sì, è fatta in tuo nome ma contro di te, per assicurarsi che tu non abbia scelta. Con questo non voglio dire “curati, oppure smettila di lamentarti”. Il mio è solo un esempio per evidenziare che se sono riusciti a fare presa su un reazionario come me, magari lo hanno fatto anche con te su questo e altro. La sessualità è una cosa molto complessa, e molto più fluida di quello che vogliono farci credere. Quella omosessuale è solo una delle tendenze, non c’è niente di genetico. Perché deve essere sovraccaricata di questa aura mistica e sacrale?

Perché, ti chiederai, fare questo? Perchè hanno bisogno della tua disperazione, della tua convinzione che o come dicono loro oppure tu non vivi. Se non hai una massa di disperati con cui fare pressioni, non puoi fare una rivoluzione ideologica come questa. In cui la famiglia naturale “madre-padre” deve essere disconosciuta, bandita dai codici, dalle carte costituzionali, dal dibattito pubblico. Se hai trovato il video di cui ho parlato, guarda l’espressione di Grillini nel momento in cui Vespa lo sta per sbugiardare. Studia la sua reazione successiva. Sei giovane, come puoi fidarti ciecamente di quello che dice un soggetto del genere? E le sue pretese ideologiche, meritano il sacrificio della tua vita?

No, non pensare male di loro. Quello che stanno facendo a te inducendoti, senza volerlo, addirittura al pensiero del suicidio se non puoi vivere nel modo che essi hanno deciso, questa violenza l'hanno inflitta prima di tutto a se stessi. Mettiamo adesso che domani si realizzi tutto quello che hai chiesto, saresti davvero così felice? In altri paesi “più civili” i gay hanno avuto tutto quello che chiedevano, tutti li accettano e li coccolano eppure i suicidi e gli altri disagi non diminuiscono. Simon Fanshawe, un gay “omofobo”, ha fatto un documentario sullo stile di vita dei gay inglesi. Sono persone che finalmente “esistono” ma non mi sembrano felici, a dispetto dell’ostentazione. Perché sono davvero come tutti gli altri, come noi. Perché tutti siamo sempre insoddisfatti, e quando otteniamo quello che vogliamo stiamo ancora peggio. Per qualche anno possiamo sopravvivere pensando che lo Stato o la società possano renderci felici, poi inevitabilmente arriva la delusione. E ci sembra tutto un’illusione, perdiamo la speranza. Perchè la vera speranza, per tutti, non si chiama matrimonio o altro. Si chiama Vangelo, Gesù Cristo. La nostra unica speranza, ti auguro di trovarla.

Con affetto,


Ettore