sabato 16 febbraio 2013

Fare per fermare il declino e i temi etici



Nel degradato panorama politico italiano quella di Fare per fermare il Declino è forse l’unica vera innovazione in grado di lasciare il segno. Con un programma davvero liberale e composto di dieci chiari punti, Oscar Giannino è riuscito a scuotere il sempre più grigio mondo del centrodestra. Ma se il programma economico riscuote consensi anche tra gli avversari, più complessa è la questione dei temi etici. In realtà, già il fatto che questi non compaiano nel programma è significativo sulla posizione del nascente partito che senza dubbio – essendo laico – non ha una visione cattolica del mondo né contempla “valori non negoziabili”. Però, almeno per ora, non mostra un approccio ideologico come quello di un Hollande che – nel pieno di una crisi economica che non risparmia nemmeno la Francia – pensa bene di spaccare il paese su una questione come quella dei matrimoni gay (che forse ha proprio la scopo di distogliere il pensiero dei cittadini dalla crisi).

Quindi Fare non ha espresso posizioni vincolanti riguardo i propri aderenti, ammettendo la presenza di sensibilità diverse. Nessuna proposta, quindi, in merito di bioetica ma ovviamente questo non vuol dire che i candidati – se riusciranno a superare la soglia di sbarramento – non dovranno occuparsene. Anzi, probabilmente la prossima legislatura sarà chiamata ad esprimersi su diversi temi. Un sito cattolico, commentando le posizioni di Giannino, ha titolato allarmisticamente che Fare “non farà nulla per fermare aborto, eutanasia e matrimonio gay”. Allora è il caso di vedere se le opinioni di Giannino sono così inaccettabili per un cattolico 


Aborto 


Come tutti sanno, l’aborto è stato legalizzato in questo paese già un bel po’ di tempo fa. Nessun partito attualmente, tranne forse alcune minoranze che sembrano perlopiù destinate all’oblio, ha in programma interventi legislativi in materia (né migliorativi né peggiorativi). Né mi risulta che la Cei abbia mai chiesto di cambiare la legislazione vigente, essendosi ormai la lotta spostata sul piano culturale e sociale. Semmai il problema oggi è quello di far applicare tutta la legge 194, attivando la parte che tutela la vita e che è quasi del tutto rimasta lettera morta. 


Eutanasia



Sul testamento biologico riteniamo che sia necessario un passo indietro del legislatore che restituisca questa materia delicata al rapporto privato medico-paziente, secondo quanto sapientemente prescritto dal codice di deontologia medica, che liberi quindi lo Stato dal ruolo improprio di monopolista etico per il quale è necessariamente inadeguato


Questa dichiarazione di Giannino non lascia spazio a dubbi. La legge sul testamento biologico in Parlamento è stata affossata proprio per la scivolosità della materia e perché ci si è resi conto che poteva facilmente aprire ad una deriva eutanasica ben occultata. A rimpiangere quella proposta di legge sono soprattutto i sostenitori dell’eutanasia che vi avevano visto una ghiotta occasione per far passare la “dolce morte”. Sulla pericolosità e inopportunità di quella legge si sono espressi molti del fronte pro life (ne è un esempio questo articolo del Foglio) e alla fine un po’ tutti hanno convenuto sul mantenimento dello status quo. Niente canoni rigidi ma sana collaborazione - caso per caso - tra medico, paziente e famiglia. Chi sente il bisogno di lasciare scritte le proprie volontà lo può fare lo stesso, ma senza pretendere che siano in ogni caso vincolanti per il medico (che agendo in scienza e coscienza, non può ricevere ordini dal paziente). Quando Giannino fa riferimento alla “deontologia medica” parliamo, così com’è oggi in Italia, della grande nemica dei sostenitori dell’eutanasia (anche più della Chiesa) perché sostanzialmente ispirata all’antico giuramento ippocratico.



Matrimoni gay


Io sono per l'estensione della possibilità per i singoli, a prescindere dal genere di realizzare unioni dalle quali far discendere diritti in ordine alla sfera patrimoniale, a quella successoria e alla sfera dell'accesso ai servizi. Assolutamente favorevole. Quando si entra in questioni come l'adozione, invece, faccio notare che prima bisogna identificare quali sono le tutele sul soggetto più debole, che sono gli adottandi.


La prima cosa che salta all’occhio di questa dichiarazione è l’assenza stessa della parola “matrimonio”. Si parla infatti di “unioni”, ma cosa Giannino intende lo ha spiegato molto bene in questa trasmissione radiofonica (minuto 57:30) dove parla di “contratti privati” tra cittadini. Cioè, se non vado errato, qui non solo non si parla di matrimoni ma nemmeno di “pacs”. Con questa proposta non si andrebbe quindi a creare quell’ambiguo istituto familiare parallelo ma solo a facilitare – da un punto di vista eminentemente pratico – le convivenze di ogni tipo (a prescindere dal tipo di relazione, anche tra amici per intenderci). È la soluzione da sempre auspicata dai cattolici: non cedere alle pretese ideologiche di equiparazione giuridica al matrimonio tradizionale e – allo stesso tempo – metterle a tacere intervenendo sui soli problemi pratici tramite il diritto privato.


Adozioni gay


La posizione a riguardo si trova nella dichiarazione precedente e nell’intervista radio sopraccitata. Giannino dice di non essere pregiudizialmente contrario ma che bisogna considerare prima di tutto i diritti degli adottandi (e – di questi tempi – non è scontato). Se di apertura si può parlare, non fa certo esaltare gli attivisti gay. In fondo è solo un “vediamo”, chiarito da questa aggiornamento di stato su facebook

Ricevo molte richieste di chiarimento intorno alle dichiarazioni da me rilasciate alla Zanzara di Giuseppe Cruciani sul punto dei matrimoni gay. Un punto che non rientra nel nostro programma, [...] Le mie opinioni sono dunque personali. E sono queste. IO sono e resto per la famiglia naturale, e quando m chiedono di adozioni o concepimenti in legami omosessuali dico no, perche' nel nostro codice mancano tutele per i soggetti debli in questo caso, cioe' ovviamente i bambini. Bisogna cominciare di la'. Altro paio di maniche e' se le libere unioni tra privati - siano dello stesso sesso o tra anziani soli che vogliono reciprocramente darsi una mano - possano far discendere diritti particolari in campo patrimoniale, successorio e di accesso al welfare. In quel caso occorre stabilire quali vincoli temporali di impegno reciproco i due siano disposti ad assumersi in forme stabilite dall'ordinamento, e in questo caso non sarei contrario, anche considerando la condizone di dissolvimento mononucleare che interessa strati sempre piu' vasti della societa' italiana a basso reddito.


Conclusioni


Quello di Fare è un partito nascente che ha scelto di mettere al primo posto l’agenda economica contro una crisi che non è affatto finita e che minaccia di distruggere la società stessa di cui i "valori non negoziabili" sono difesa. Oscar Giannino non è il capo assoluto ma è senza dubbio l’anima del movimento, ma anche le sue opinioni sui temi etici sono in buona parte condivisibili per un cattolico. Per il resto, Fare è un partito nascente e ha la possibilità di diventare una piattaforma comune per cattolici e non cattolici.  A dispetto dell'ormai evidente anacronismo di chi vuole ritornare a partiti cattolici dalla dubbia utilità (la stessa Democrazia cristiana, con tutto il suo potere, non ha potuto evitare l'arrivo di aborto e divorzio). Anche in questo campo spinoso Fare si presenta come novità che vuole superare le guerre ideologiche per un dialogo sereno, come Giannino auspica in questo video indirizzato agli aderenti.