mercoledì 7 novembre 2012

La nuova frontiera dell''eutanasia


Come era largamente prevedibile, il tempo dimostra che l'eutanasia  non ha nulla a che vedere con le malattie nè con la medicina. In Olanda ormai la si effettua a domicilio, e non tanto ai malati terminali bensì a chiunque la richieda. E soprattutto ai "soggetti indesiderati": anziani, bambini, malati di mente. Pretendendo di interpretare la volontà di chi non può esprimerla (alla faccia del tanto propagandato "rispetto della libertà individuale") o, come nel caso degli anziani, convincendoli in modo subdolo che sia la cosa più giusta da fare. Questo è il vero volto dell'eutanasia, non la libertà nè il consenso ma uno strumento di potere sulla vita umana. Nessuna differenza sostanziale con quella nazista, ma solo formale e propagandistica. 



La dolce morte bussa alla porta

In Olanda le assicurazioni rimborsano l’eutanasia. Boom di richieste per le nuove unità di medici che portano a casa l’ultima pillola. Terminati anche tredici malati psichiatrici. “Neanche i nazisti ci avevano pensato”



Roma. Laatstwilpil, o “ultima pillola volontaria”. In olandese si chiama così il farmaco eutanasico che da questa settimana arriva a casa dei cittadini pagato per la prima volta dalle compagnie di assicurazioni. Si passa così dalle polizze sulla vita a quelle che coprono i costi per uccidere i contraenti. Roger van Boxtel, a capo del colosso assicurativo Menzis, ha dichiarato in una conferenza stampa che la compagnia assicurativa coprirà da oggi i costi dell’eutanasia per quelle persone che soddisfano i criteri della “clinica speciale” del gruppo Nvve.
Quest’ultima ha appena lanciato il programma “Levenseinde”, fine vita, si tratta di quindici unità eutanasiche mobili che uccidono i pazienti a domicilio. E’ il primo esperimento al mondo di eutanasia porta a porta in cui le assicurazioni coprono le spese dell’operazione. Ad approvare il programma di “eutanasia ambulante” è stato il ministro della Sanità, Edith Schippers. Delle 456 persone che si sono registrate per essere uccise, oltre cinquanta finora hanno ottenuto l’eutanasia a casa e di loro soltanto il 30 per cento soffriva di una malattia in stato terminale. Scandalo hanno generato in particolare i tredici disabili psichiatrici che hanno avuto accesso al farmaco della morte in questo periodo. In Olanda, infatti, possono accedere all’eutanasia anche i malati non terminali, ma il cui dolore sia ritenuto “insopportabile”, laddove il criterio per giudicarlo è del tutto soggettivo.

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