lunedì 4 luglio 2011

L’autodistruzione dei Valdesi


Continua la grande svendita dei Valdesi. Ha fatto scalpore, qualche giorno fa, il primo matrimonio gay in una chiesa valdese. Come da programma, l’applauso del mondo è stato unanime: segno che l’autodistruzione dei Valdesi è un processo ormai incontrovertibile. Tutta la storia del Cristianesimo dimostra che quando si scende a patti col mondo per “piacere agli uomini” la crisi è dietro l’angolo. Nella storia recente, in particolare, l’esempio della Chiesa anglicana è tristemente significativo. Infatti più questa si apre al politicamente corretto (con tanto di eutanasia, matrimoni gay, vescovi donne ecc…) e più perde credibilità svuotando progressivamente le chiese. Certo, il mondo la ama e la stima come esempio di Cristianesimo accettabile e tollerante. Ma a chi serve un Cristianesimo fagocitato in questo maniera dal mondo? Eppure è questa la strada che i Valdesi hanno scelto da tempo, negando ormai esplicitamente il contrasto Chiesa – Mondo su cui si basa tutto il Nuovo Testamento. Per questo non hanno più niente da dire all’uomo: niente da segnalare sul sesso (roba da cattolici), nessun problema – nemmeno morale – per l’eutanasia, benvenuta la fabbricazione in laboratorio di essere umani (e loro relativa distruzione, se non servono), aborto libero e a domicilio. Per i Valdesi sembra che il mondo sia perfetto così com’è, ogni moda è intrinsecamente buona a prescindere e va quindi accettata. Dire a Erode che non può tenersi la moglie di suo fratello, sarebbe un’ingerenza gravissima punibile con la morte: cosa che alcuni pastori valdesi auspicano apertamente perla Chiesa cattolica (loro unico obiettivo polemico).

 

E tutto questo non solo all’ombra di un messaggio evangelico sempre più vago, ma anche di una crescente ipocrisia. Infatti la Chiesavaldese non ha niente da dire – in un senso o nell’altro – nemmeno sull’omosessualità: il pastore che ha celebrato il matrimonio ha detto che “non è intenzione dei valdesi di sacralizzare l’omosessualità”. Cioè i pastori valdesi benedicono quello che gli capita a tiro, se sia una cosa buona o meno non lo sanno o non se ne curano. Per questo, il sinodo non si è pronunciato sulla natura del matrimonio gay: lo ha semplicemente autorizzato in modo che ogni chiesa potesse regolarsi a modo suo per rispettare “tutte le sensibilità”. Come a dire  “sì, è giusto benedire le coppie gay per farle contente. Ma se a voi non va, potete tranquillamente astenervi dal fare il bene e discriminarle: a vostra completa discrezione”. Visto che, a detta del pastore Platone, l’Antico Testamento in pratica non vale più (troppo vecchio) potrebbe almeno farci un esempio di Nuovo Testamento che presenti una presa di posizione – su questa o su un’altra materia – così ambigua. Che fine ha fatto il parlare per “sì, si e no, no”? E quanto tempo ci vorrà prima che accolgano Peter Singer alla Commissione della Tavola Valdese per i problemi etici?