domenica 17 luglio 2011

La vittoria di Ippocrate



di Francesco D'Agostino


"Dat": grandi e costituzionali principi


La vittoria di Ippocrate


Il disegno di legge sul fine vita e sulle Dichiara­zioni anticipate di trattamento (Dat), approva­to dalla Camera, sta suscitando polemiche viva­cissime e assolutamente legittime, se non per i toni, spesso deplorevoli, che stanno assumendo. Che però da parte di alcuni si continui a lamen­tare che questo testo violi il doveroso rispetto che si deve all’autonomia della volontà dei pazienti la­scia davvero meravigliati. Così come desta mera­viglia sentir contrapporre al testo del disegno di legge italiano quello della Convenzione europea di bioetica (o Convenzione di Oviedo), quando contrapposizione non c’è sotto alcun profilo. O­viedo si guarda bene dall’auspicare un’obbliga­torietà per il medico di applicare le Dat, ma si li­mita a dire che esse dovranno «essere prese in considerazione».

Esattamente quello che dice il disegno di legge votato a Montecitorio, che pre­vede addirittura, per favorire la loro esatta acqui­sizione da parte dei medici, l’istituzione di un re­gistro nazionale consultabile via internet. Defi­nire «pomposa» tale norma, come qualcuno ha fatto, significa non rendersi conto che questo è ap­punto il modo migliore per far prendere sul serio le Dat, senza giungere all’estremo – rischiosissi­mo – di renderle giuridicamente «vincolanti». 


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