martedì 26 ottobre 2010

L’inganno di Pontifex


Da un po’ di tempo a questa parte, il blog di Pontifex suscita scalpore per le sue radicali prese di posizione. L’homepage del sito dà l’idea di un sito propriamente cattolico, con immagini del Papa e di San Pietro. In realtà, chi come me ha già avuto a che fare in passato con questo sito, sa che si tratta in realtà di tradizionalisti. Ovvero di seguaci di Monsignor Lefebvre, tanto che nelle precedenti edizioni del sito quest’ultimo veniva esaltato senza mezzi termini. Poi, con l’avvento di Benedetto XVI e il riavvicinamento alla Fraternità Pio X, il grande salto: omessi tutti i riferimenti a Lefebvre, hanno preso addirittura il nome diPontifex.roma.


Col risultato di un palese inganno, inevitabilmente smascherato dagli elogi di Lefebvre che ancora si trovano in alcuni articoli e dalla tenace opposizione al Concilio Vaticano II. Si tratta, insomma, di tradizionalisti semi-scismatici che si travestono da veri rappresentanti del cattolicesimo. Con tanto di appelli all’obbedienza al Magistero che in realtà combattono. La vera natura di Pontifex sta venendo fuori in questi giorni anche con la polemica contro la beatificazione di Giovanni Paolo II, accusato di modernismo e in sostanza di tradimento del Cristianesimo. Su facebook c’è anche un gruppo dedicato a Pontifex, un gruppo non ufficiale – ma neanche smentito – le cui info danno però bene l’idea del soggetto in questione. Si parla infatti di “cattolici tradizionalisti”.


Non stupiscono, quindi, i toni ultraconservatori e fanatici con articoli dove si parla di “pazzia” alla base dell’omosessualità corredati da foto di maiali. Né i toni talvolta francamente antisemiti. Ad ogni modo, anche se fossero i più puri fra i cattolici, niente giustifica queste posizioni fanatiche per nulla condivise dalla Chiesa. È importante quindi tenere presente che Pontifex di cattolico ha ben poco, rappresentando una esigua frangia estremistica proveniente da una realtà marginale quale quella dei “tradizionalisti”. La ricomposizione dello scisma è senza dubbio un obiettivo importante, ma non bisogna sottovalutare questa componente estremista di cui la Chiesa non ha assolutamente bisogno e che, nella migliore delle ipotesi, è solo fonte di imbarazzi. Nella peggiore, c’è il rischio che qualcuno (credente o non) si convinca davvero che il Cristianesimo sia un miscuglio di omofobia e sterile tradizionalismo che diventa immobilismo. E questo non possiamo davvero permettercelo.