venerdì 24 settembre 2010

Un mondo ateo sarebbe un posto migliore?

Il noto ateista Piergiorgio Odifreddi, sul suo nuovo blog, ci delizia con mature e profonde riflessioni. Il titolo “Se fossimo tutti atei” è seguito dal commosso richiamo del compianto Saramago, la cui ottusità gli valse – ovviamente – il premio Nobel. “José Saramago amava ripetere – scrive il Nostro – che il mondo sarebbe molto più pacifico, se fossimo tutti atei.”

E via, quindi, con la carrellata di esempi di violenza a sfondo religioso. Induisti, cristiani, islamici. Non manca nessuno all’appello: solo gli atei. Infatti pare che gli atei siano creature ideali, assolutamente incapaci di provare il benché minimo sentimento negativo. Lo abbiamo visto con le manifestazioni inglesi contro il papa, piene di amore e di tolleranza.

Il problema di fondo è l’indebita associazione fra ateo e moderato. Diceva Pirandello che il fascismo era un “contenitore vuoto” in cui ognuno ci metteva quello che voleva. In realtà è una definizione che calza a pennello anche per l’ateismo. Chi sono, infatti, gli atei? Tutti, nessuno e centomila (per stare ancora a Pirandello). Piergiorgio Odifreddi si presenta come paladino dei diritti umani, in quanto ateo. Ma nulla vieta, per esempio, a Peter Singer di sostenere – in quanto ateo anch’egli –che i diritti umani sono una forma di discriminazione “religiosa” contro gli animali.

Certo, in tutte le culture e tradizioni si possono trovare differenze anche abissali. Però se io parlo dei cristiani, ho già presente un contesto teorico di riferimento. Per l’ateismo no, perché è per sua natura un “contenitore vuoto”, con tutti i vantaggi e gli svantaggi del caso.

Adesso, la violenza ideologica può avere molto cause, come la paura del diverso o la volontà di imporre il proprio pensiero. Non c’è nessun motivo per cui un ateo dovrebbe essere geneticamente immune da questi mali. Anzi, la storia come il presente ci mostra la verità che Odifreddi non può vedere. Tutte le ideologie sanguinarie del ‘900 avevano un carattere intimamente ateo e/o ancticristiano. E molte delle dittature che ancora affliggono il mondo, sono le stesse che impongono l’ateismo di stato.

Risibili anche le altre argomentazioni. Odifreddi, infatti, equivoca (si spera volutamente) le polemiche sulla visita missionaria di Gheddafi a Roma per dire che il Vaticano vuole la libertà religiosa solo in casa degli altri. E quindi:

Un simile comportamento è tipico delle religioni, e specialmente dei monoteismi. Chi ritiene di possedere la verità assoluta, non combatte solo il relativismo: si arroga anche il diritto di andare a dire agli altri ciò che non vorrebbe che gli altri venissero a dire a lui.

E questo detto da chi fantastica un mondo interamente conformato alle proprie idee. Un mondo ateo e relativista. Se questo è il comportamento dei monoteismi, allora il relativismo ateo va senza dubbio annoverato fra questi. Visto che si tratta di una verità evidentemente indiscutibile (cioè che non esiste la verità) che tutto il mondo farebbe bene a fare propria.

In realtà, qualsiasi mondo unificato sotto anche la più violenta delle religioni sarebbe “un po’ più pacifico”. Se il mondo fosse interamente islamico, probabilmente ci sarebbero meno attentati. E lo stesso per un mondo interamente induista, e così via. Si tratta, quindi, di ragionamenti tanto banali quanto fallaci. Infatti la violenza può scaturire anche dall’odio per una cultura semplicemente diversa, ma nessuno si sognerebbe di dire: “bene, se le cose stanno così allora eliminiamo la cultura!”. Così come le guerre si fanno di solito per motivi economici, ma nessuno pensa – almeno non più – di risolvere il problema eliminando la proprietà o il denaro. Oppure ancora, le guerre possono avere una motivazione politica. Ma nessuno – a parte qualche sognatore – deduce da questo che un mondo senza politica o senza stato sarebbe “più pacifico”.

Portando alle estreme conseguenze questa sorta di ragionamento, si può anche dire che un mondo popolato da zombie docili e senza intelligenza sarebbe effettivamente più pacifico. Niente più polemiche, nessuno più che cerca di imporre il proprio pensiero: sradicata la causa prima delle tanto nefaste idee, l’intelligenza. Più pacifico, forse. Più auspicabile, per niente.

Anche un bambino di due anni, credo, troverebbe eccessivamente banali questi ragionamenti. E capirebbe probabilmente che la soluzione é quella di provare a far un buon uso della cultura, dell’economia, della politica e della religione. Visto che si tratta di qualità propriamente umane. E, diciamola tutta, se gli atei sono – come tutti gli altri – animali politici, economici e culturali, sono senza dubbio anche religiosi. E con religioni inconsapevoli che possono essere anche più violente di quelle tradizionali, dal comunismo fino all’odierno tecno-scientismo.