venerdì 21 agosto 2009

L'inganno della predestinazione (calvinista)


Molti protestanti hanno buon gioco nel dire che la predestinazione è biblica. In effetti, senza saperlo, hanno ragione. Ci sono molti passi, del Vecchio e del Nuovo Testamento, che parlano di predestinazione. Il termine predestinazione ricorre molto spesso nelle lettere paoline, il problema è che la predestinazione di cui parla Paolo non ha nulla a che vedere con quella che poi Calvino credette di capire. Analizziamo il passo più usato dai sostenitori della dottrina della predestinazione:

Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno. Perché quelli che ha preconosciuti, li ha pure predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo, affinché egli sia il primogenito tra molti fratelli; e quelli che ha predestinati li ha pure chiamati; e quelli che ha chiamati li ha pure giustificati; e quelli che ha giustificati li ha pure glorificati.

(Romani 8:28-30)

Ecco. Procedendo a ritroso, i glorificati sono stati prima giustificati, i giustificati invece chiamati e i chiamati predestinati. Cioè, coloro che si salvano sono stati predestinati alla salvezza; mentre tutti gli altri alla perdizione. Possibile? Perché Dio non dovrebbe salvare tutti? I protestanti rispondono che non si può disputare con Dio, che è così e basta. Bisogna fidarsi, hanno ragione. Il problema è che questo Dio predestinatore non coincide col Dio di Gesù Cristo. Chiunque abbia una minima conoscenza del Kerygma, sa che La Buona Novella consiste nel fatto che Dio ti ama e che Cristo è morto per te. Con la predestinazione dovrebbe essere che Dio forse ti ama, e che forse Cristo è morto per te. Visto che potresti non essere un predestinato.

Un altro problema di questa dottrina è che di fatto nega il libero arbitrio. Ma se il male non è colpa dell’uomo, vuol dire che è colpa di Dio. Il quale, infatti, non desidera la salvezza di tutti e lascia che i non eletti siano “cavalcati” da Satana, secondo una celebre espressione di Lutero, senza che abbiano la possibilità di cambiare cavaliere. Ma se questo fosse vero, Dio forse non sarebbe Giustizia. Ma di sicuro non sarebbe Amore. Se non c'è libero arbitrio, l'eletto accetta Gesù perchè deve, perchè essendo predestinato c'è come in lui un meccanismo che scatta e gli fa accettare Cristo per potersi salvare. Non è un matrimonio d'amore, è un matrimonio combinato. Mentre i non eletti non hanno questo apparecchio ed essendo destinati alla dannazione, non possono arrivare a Cristo. E poi gli eletti sono costretti ad accettare un bugiardo. Uno che comandava di essere misericordiosi come Dio, e quindi di amare il prossimo (cioè tutti) insegnando così che Dio ama tutti gli uomini e che quindi noi dobbiamo fare lo stesso. Falso, Dio ama solo i suoi eletti e li salva. E non può nemmeno dire che li ha scelti perchè sono i migliori, visto che li ha scelti prima di crearli. Ed è un bugiardo anche chi dice che Dio ha tanto amato il mondo da mandare il Figlio. No, Dio ha tanto amato una parte del mondo da mandare il Figlio.

Del resto, la libertà è stata proprio un portato rivoluzione cristiana. Nell'antichità infatti quello di libertà era un concetto del tutto diverso da quello moderno. Ad Atene l'uomo libero è il cittadino che ha una condizione abbastanza agiata da poter partecipare alla vita pubblica. Il cittadino ateniese, inoltre, deve essere nato in città e - ovviamente - non deve essere uno schiavo. Anche in uno dei più grandi pensatori dell'umanità come Aristotele, la schiavitù era una pratica naturale. Lo schiavo, infatti, non riesce per natura ad essere un uomo, dove la qualità principale di quest'ultimo è la razionalità. Per i Romani la libertas si basava proprio sulla contrapposizione schiavo-civis. Fu l'avvento del Cristianesimo a eliminare le differenze fra i popoli, in virtù dell'uguaglianza universale. Ogni singolo uomo, infatti, è figlio di Dio ed è libero perchè può scegliere fra bene e male: è il principio di responsabilità. La Chiesa è un'assemblea, sì, ma di individui che restano tali. Non a torto, Frossard diceva che Il Dio cristiano sa contare solo fino a uno. E' proprio in questa dimensione personale del messaggio cristiano che nacque il concetto moderno di libertà, che non conosce più nè razza nè ceto sociale. Certo, la rivoluzione cristiana non ebbe una immediata ricaduta politica ma le conseguenze teologiche furono determinanti. La successiva concettualizzazione della libertà individuale in età moderna, si basa infatti proprio sulla libertà cristiana. Tutto l'umanesimo si basava proprio sulla libertà umana, un concetto irrinunciabile anche per Erasmo da Rotterdam che Lutero considerava un padre spirituale. La rottura definitiva tra i due si ebbe proprio quando Lutero scrisse il suo "De servo arbitrio" in cui negava il libero arbitrio. Erasmo invece  era profondamente convinto che la Salvezza fosse una questione di grazia divina ma anche di libertà divina. Il grande umanista cattolico dimostrava così non solo di aver recepito la lezione biblica ma anche uno dei contenuti fondamentali della rivoluzione che il Cristianesimo aveva apportato nella storia dell'uomo.

I protestanti che sostengono la predistnazione, poi, dicono di vedere la prova della verità di questa dottrina nel fatto che priva l’uomo di ogni forma di orgoglio riguardo alla sua salvezza. Ma è assolutamente falso. In quanto è vero che da un lato viene negato ogni valore di salvezza alle opere (e anche alla fede, che non è libera), ma dall’altro l’eletto si trova ad essere una sorta di superuomo. Lui è stato creato da Dio in modo da potere accettare Cristo e potersi salvare. Ha questo strano meccanismo che tutti gli altri non hanno. È stato creato per la salvezza, è stato creato bene. Gli altri sono stati creati male e per il male. Questo un minimo di orgoglio lo susciterebbe in chiunque: sei attratto da Cristo? Allora appartieni probabilmente alla super-razza! La prova storica di questo è sotto gli occhi di tutti. La dottrina della predestinazione è stata uno degli slanci del colonialismo britannico e poi americano. Il popolo eletto andava alla conquista di popoli che, non essendo citati nel racconto del Genesi, erano destinati da Dio alla perdizione. Mentre il peggiore dei cattolici vedeva negli indigeni una massa da convertire con le buone o con le cattive, il migliore dei protestanti vi vedeva una massa da schiavizzare e sterminare. Sostanzialmente è questo il motivo per cui nell’America latina si trova oggi una razza mista, nata dalla mescolanza fra europei e indigeni: gli ispano-americani. Mentre negli Usa gli indiani sono stati sistematicamente sterminati, senza che ci fosse un Las Casas a difenderli. Ma di questo parleremo in uno specifico intervento. Ad ogni modo, anche ammesso che la predestinazione non sia un motivo di orgoglio per il predestinato, così facendo si viene ad annullare il principio di responsabilità di cui abbiamo parlato sopra. Una responsabilità gravosa che, una volta levata, può far sentire sollevato l'uomo. Quindi non siamo affatto di fronte a una dottrina che non si può credere verosimilmente inventata dall'uomo a suo uso e consumo, anzi. In molti aspetti si può dire che la predestinazione sia una dottrina molto umana.

Tornando a noi, dopo aver messo in evidenza i motivi contrari a questa terribile dottrina, proviamo a contestualizzare il passo di San Paolo. Abbiamo già visto in altre occasioni come la lettura dell’et-et, ci metta al riparo dalle letture parziali che sono state sempre alla base delle eresie. Consultiamo lo stesso Paolo:

[3] Questa è una cosa bella e gradita al cospetto di Dio, nostro salvatore,
[4] il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità.


(1 Timoteo 2, 1-4)


Notato nulla? Adesso Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati, cioè non ha fatto nessuna scelta a priori fra salvati e non. Quale dei due passi ha ragione? Come mai questa contraddizione? In realtà non c’è alcuna contraddizione, si tratta solo di due diversi punti di vista. La predestinazione di cui parla Paolo è cosa altra rispetto a quella di Calvino. Dio ha predestinato tutta l’umanità alla gloria e alla salvezza, per la salvezza di tutti. Facciamo un esempio molto semplice: 20 persone su una nave che sta affondando, io decido della loro salvezza. Come il Dio di Paolo, voglio salvarle tutte. Però, siccome li amo, li lascio liberi di fidarsi di me o meno. Possono accettare il mio aiuto e salire sulla mia scialuppa, o rifiutarlo. Quindi per quanto mi riguarda, sono tutti predestinati alla salvezza. Sta a loro poi accettare questa chiamata. Mettiamo che di queste 20, solo 10 si fidano di me e quindi si salvano. Le altre dieci si perdono. Quando poi il mio apostolo parla alle dieci persone salvate, dice che sono state predestinate. Ed è vero. Ma non si tratta di una predestinazione fatta a scapito degli altri dieci. I salvati sono davvero stati predestinati, la differenza è che rispetto agli altri hanno accettato il piano di Dio.

Inoltre, nel passo dei Romani, Paolo non dice che ha predestinato alcuni perché lo amassero e fossero così immagine del Figlio. Dice l’esatto contrario: sono coloro che lo amano che vengono predestinati da Dio ad essere immagine del Figlio. È questo un trucco che abbiamo già incontrato, quello di confondere la sintassi grammaticale di un periodo per sconvolgerlo. Qui la cosa sembra essere meno raffinata. Semplicemente, nelle citazioni, viene omessa la prima fase per nascondere il soggetto (coloro che amano e Dio) e partire subito da Perché quelli che ha preconosciuti, li ha pure predestinati a essere ecc..
Quindi, la predestinazione esiste. Ma ne esiste solo una, di salvezza. La predestinazione di Calvino è in realtà una doppia predestinazione. Ci sono gli eletti e i non eletti. Ma, a dimostrazione di quanto detto prima, di questa seconda predestinazione (di condanna) non c’è traccia nella Scrittura. Lo stesso Paolo parla solo e soltanto della predestinazione di salvezza: non ce ne sono altre. Qualche altro passo a conferma di questo, fra i tanti che si potrebbero scegliere? Eccoli:


Dopo esser passato sopra ai tempi dell'ignoranza, ora Dio ordina a tutti gli uomini di tutti i luoghi di ravvedersi, poiché egli ha stabilito un giorno nel quale dovrà giudicare la terra con giustizia per mezzo di un uomo che egli ha designato, dandone a tutti prova sicura col risuscitarlo dai morti

(Atti 17, 30.31)

Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna.
Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui.

(Giovanni 3, 16-17)

Sono talmente chiari che ogni commento è superfluo. Così come sono vani i tentativi di chi, estremizzando alcuni passi, trovandosi in difficoltà di fronte a una visione complessiva della Scrittura è costretto poi a fare vere e proprie manipolazioni del testo.
Questo è il primo livello per una corretta interpretazione della predestinazione. Il secondo livello è che una forma speciale di predestinazione nei confronti degli eletti esista, ma solo nel senso della onniscienza di Dio. Cioè, fra quelle venti persone sa quali si salveranno e quali no. Ma da qui a dire che sia Dio stesso a far dannare i non eletti, ce ne passa. Inoltre, alla luce del Vangelo, sarebbe una terribile bestemmia che renderebbe inutile l’Annuncio stesso. Se il numero dei salvati è già stabilito a priori senza il loro consenso, tutta la vicenda dell’Incarnazione diventa un grottesco fenomeno da baraccone. Tanto valeva rivolgersi direttamente solo agli eletti, magari in visione, lasciando perdere tutti gli altri. Senza creare tanto trambusto per nulla rivelandosi a tutto il mondo.
Quindi, la predestinazione vagheggiata da Calvino non esiste nella Scrittura. Usare i passi che parlano di predestinazione per costruirci sopra tutt’altra dottrina, è un’operazione molto subdola. Inoltre, sembra essere anche una dottrina piuttosto decadente. Dopo Calvino, tutte le dominazioni protestati ed evangeliche l’hanno fatta propria. Ma è rimasta al centro della dottrina solo dei calvinisti duri e puri. Tutti gli altri evangelici o la accettano solo nominalmente (è sempre una cosa scritta!) oppure la accettano ma la nascondono per vergogna. È raro trovare nei loro siti, che pure traboccano di anticattolicesimo, polemiche sulla predestinazione. Con la Chiesa cattolica polemizzano su tutto: ma non sul fatto che Dio ami tutti e desideri la salvezza di tutti. Almeno per quello che io ho potuto vedere.

Sulla predestinazione, leggi anche questi articoli:

Sul libero arbitrio

Quale rapporto sussiste fra libertà e predestinazione; libertà e grazia; libertà e provvidenza 

Predestinazione nega il libero arbitrio?

Non è proprio il caso di elogiare Calvino!

A proposito di predestinazione: S. Agostino e i suoi critici moderni 



8 commenti:

agapetòs ha detto...

Grazie di questo post.
Certo che immaginare di vedere le cose dall'ottica di Dio - che è al di fuori del nostro tempo - sia uno sforzo paragonabile a quello di un cieco nato che cercasse di immaginare i colori.
Riguardo ai grandi misteri della Fede, mi piace ricordare questi versi di Dante:
State contenti, umana gente, al quia;
ché, se potuto aveste veder tutto,
mestier non era parturir Maria;
    (Purg III, 37-39)

Giovanni

Ettore ha detto...

Grazie del commento. I versi di Dante poi uniscono, come sempre, bellezza e verità.

Un caro saluto.

agapetòs ha detto...

Ho appena letto questo articolo di Zenit su Calvino, e te lo segnalo se ancora non ti fosse giunto sott'occhi: Non è proprio il caso di elogiare Calvino!
Giovanni

Ettore ha detto...

Molto interessante, grazie! Lo aggiungo subito agli articoli.

In effetti la cosa paradossale è che chi rinfaccia alla Chiesa cattolica di aver avuto un passato oscuro, ha spesso alle spalle un passato molto peggiore. Dagli atei fino ai protestanti...

agapetòs ha detto...

Nella mia città c'è una statua di Savonarola, eretta a suo tempo in chiave implicitamente libertaria ed anticlericale.
Chissà se i signori che l'hanno eretta immaginavano la fine che avrebbero fatto nella Firenze del suddetto!
Ma ci sono in effetti diverse affinità tra fondamentalisti e nemici della Chiesa.

Stefano Ferrero ha detto...

Questa è senz'altro la dottrina più difficile da capire della Bibbia, che solo con profonda umiltà, preghiera e ricerca può essere compresa correttamente.

E' noto che Agostino insegnava la predestinazione, e che i riformatori hanno riscoperto questo insegnamento biblico.

Ciò che è meno noto al grande pubblico, è che anche Tommaso D'Aquino, il massimo teologo cattolico romano di tutti i tempi, credeva nella predestinazione.

http://scudoevangelico.wikispaces.com/Tommaso+D%27Aquino+insegnava+la+Predestinazione

Ettore ha detto...

La predestinazione protestante è stata inventata da Lutero e Calvino. E' un anacronismo attribuirla ad Agostino e Tommaso. Lutero e Calvino usano Agostino ma in parte lo fraintendono. Infatti lui non ha mai negato l'universalità della salvezza e la volontà salvifica di Dio di salvare tutti. Nè ha mai negato il libero arbitrio, i passi in cui parla di predestinazione in modo duro vanno letti nel contesto della polemica dei pelagiani. Quindi la predestinazione c'è, ma non è quella calvinista. Lo spiega, con dovizia di particolari e con uno sguardo complessivo, Agostino Trapè in questo testo:

http://www.agostinotrape.it/scritti/a_proposito_di_predestinazione/index.htm

Ettore ha detto...

Ho trovato anche questo, credo sia rivolto proprio a te ma non so se lo hai letto:

http://freeforumzone.leonardo.it/lofi/Agostino-232-la-Predestinazione/D8002873.html